21.4.06

Regata, regata! Ovvero la Regata dei Cetacei vista con l'occhio disincantato di Eleonora...

Three, two, one, go! Partiti!
C’erano 0,0001 nodi di vento quel giorno a Viareggio….bello….
La mia prima regata al mare, pensai, sarebbe stata…singolare.
Vennero stilati i turni sonno-veglia: cioè per quattro ore te ne stai bel bello a cazzare e lascare e a pensare quant’è divertente la vela.
Poi dormi per quattro ore, che sembrano cinque minuti, visto che sopra di te pare stiano traslocando con i tacchi a spillo e le pentole attaccate al collo.
Dopodichè un buon uomo un po’ pelato vestito di arancione che si fa chiamare Mc Giver ti sveglia e ti chiedi: “oh mamma, un buddista è venuto a prendermi?!”
Risultato? Disturberò il gentilissimo Sig. Andrea Caracci e gli chiederò il numero di telefono del suo psicologo del sonno. Vabbè dai!
Un grazioso quanto seccante uccello si posò sul nostro windex e deliberò che la nostra barca sarebbe stata la sua giostrina per una decina di ore.
Equipaggio: il presidente buddista, il timoniere senza alcuna ritenzione idrica (e senza alcun ritegno e pudore), il brindisino Enzo (che se lo avesse saputo prima se ne sarebbe andato a Corfù), il simpatico Mario (dopo aver sentito alla radio che tutte le barche si sarebbero ritirate per mancanza di vento e se ne sarebbero andate al ristorante commentò “questa più che regata dei cetacei è la regata dei crostacei!”), Roberto (ogni volta che spariva sottocoperta lo si riacciuffava con una fetta di salame in una mano e un panino nell’altra), Luca (voleva a tutti costi, non so perché, conoscere la mia amica bionda) e l’agile e tattico Luigi….ed io.
Decidemmo dopo 12 ore di ciondolamento nel porto di Viareggio di rinunziare alla regata e di partecipare a quella del giorno dopo.
Inutile chiedere: “ma non avete guardato le previsioni, controllato meteo, almanaccato su dati e profezie, interrogato numeri, alte e basse pressioni?”. Certo che sì! In barca giravano quintali di lucidi stampati con isoipse e temperature, ma si sa, come diceva Mark Twain: “La gente di solito usa le statistiche come un ubriaco i lampioni: piu' per sostegno che per illuminazione”.
Sabato: regata dei delfini.
Il vento aveva deciso di concedersi ed arrivò, calmo, ma costante. Un delfino si accostò a noi e ci augurò buona fortuna. Il gioco iniziava! Vacci!
Un quarto onesto e rispettoso posto in classifica ci aspettava e, per ringraziare la sorte, cercammo di salvare la vita ad un povero pettirosso che, per la noia del giorno prima, si era suicidato…non ci riuscimmo, però, e decidemmo, a quel punto di cucinare per i festeggiamenti “polenta e osei”.
Uscì dalle nuvole insidiose un meraviglioso sole primaverile che rasserenò i cuori di tutti e ci fece venire voglia di allegria…e sia!
Accendemmo a volume rintronante la radio e partimmo per la terza regata con sorrisi e un’assordante melodia proveniente da un CD del Sig. Prostatainbellavista.
I marinai delle barche limitrofe ci guardarono con aria sbalordita e stupefatta, ma

“tutti i vicini pensano
che noi siamo strani
e noi pensiamo
lo stesso di loro
e facciamo tutti centro”

Charles Bukowski


Grazie ragazzi, davvero. Eleonora